di Francesco Romano, Presidente Nazionale SIOD
La recente presa di posizione della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) e della Commissione Albo Odontoiatri (CAO), riportata oggi dal Corriere della Sera[1], rappresenta una svolta importante per il futuro dell’odontoiatria in Italia. L’articolo evidenzia una realtà drammatica e ben nota agli addetti ai lavori: il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) offre cure odontoiatriche limitate e spesso inaccessibili, lasciando un’enorme parte della popolazione senza un adeguato supporto per la salute dentale.
Odontoiatria pubblica: una coperta troppo corta
Oggi, solo pochi italiani possono accedere a cure odontoiatriche tramite il SSN, a causa di Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) striminziti e criteri di accesso estremamente restrittivi. Le cure sono garantite principalmente a bambini sotto i 14 anni, persone con vulnerabilità sanitaria (ad esempio pazienti oncologici o trapiantati) o soggetti in condizioni di disagio sociale. Le protesi e gli impianti, spesso essenziali per il benessere dei pazienti, restano fuori dal rimborso in quasi tutte le Regioni.
Questo ha spinto circa 200.000 italiani all’anno a rivolgersi all’estero per le cosiddette “cure dentali low cost”, con conseguenze spesso disastrose. Secondo il presidente della SIdP, Francesco Cairo, quasi un paziente su due che si sottopone a trattamenti odontoiatrici all’estero sviluppa complicanze significative entro un anno: infezioni, ascessi, protesi malfunzionanti o persino danni permanenti. Questo fenomeno, noto come “turismo dentale”, nasce dalla mancanza di alternative accessibili in Italia.
L’analisi della SIDP e della CAO: un chiaro richiamo al SSN
Come evidenziato nell’articolo, il presidente della CAO, Raffaele Iandolo, ha ribadito che «le cure odontoiatriche hanno implicazioni profonde sulla salute generale» e che trascurare i denti può portare a patologie sistemiche gravi, come il diabete e le malattie cardiovascolari. Nonostante ciò, l’odontoiatria resta la branca più esclusa dal sistema sanitario pubblico.
Secondo la SIdP, l’odontoiatria pubblica italiana è un settore abbandonato: a fronte di un Fondo Sanitario Nazionale di 136 miliardi di euro, solo una minima parte viene destinata alle cure dentali. In un contesto di questo tipo, il sistema pubblico è incapace di offrire risposte adeguate.
Il ruolo di SIOD: da oltre 10 anni una battaglia per il cambiamento
Il Sindacato Italiano Odontoiatria Democratica (SIOD) accoglie con favore questa rinnovata attenzione sulla necessità di ampliare l’accesso alle cure odontoiatriche. Da oltre un decennio, SIOD chiede l’adozione di un sistema misto che preveda il convenzionamento dei dentisti privati con il SSN, come avviene in altri Paesi europei. Questo modello consentirebbe di:
- Aumentare il numero di odontoiatri convenzionati, oggi ridotti al minimo, e ridurre i tempi d’attesa.
- Offrire prestazioni più ampie e dignitose, adeguando le tariffe e ampliando i LEA per includere anche impianti e protesi sociali.
- Garantire standard di sicurezza e qualità: molte complicanze registrate nel turismo dentale derivano dall’assenza di controlli medico-legali sulle procedure all’estero.
La mancata revisione delle tariffe di rimborso, ferme da oltre vent’anni, è un’altra grave ingiustizia. Tariffe obsolete non solo penalizzano i professionisti, ma mettono a rischio la qualità delle cure e la sicurezza del paziente. Garantire un ambiente sterile e sicuro in uno studio odontoiatrico richiede investimenti ingenti in dispositivi di protezione, formazione del personale e protocolli rigidi per prevenire le infezioni crociate. L’odontoiatria non può essere trattata come una semplice “branca a visita”.
La sentenza della Corte Costituzionale: oltre il danno, la beffa
A sostegno di questa battaglia, arriva anche la recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato l’illegittimità di tagli indiscriminati alla sanità pubblica. La Corte ha sottolineato che «il diritto alla salute, coinvolgendo primarie esigenze della persona umana, non può essere sacrificato fintanto che esistono risorse destinate ad altri impieghi non prioritari».
Questo principio deve essere applicato anche all’odontoiatria. Investire nella salute dentale significa prevenire malattie più gravi e costose da trattare in futuro, garantendo un risparmio complessivo per il sistema sanitario e una migliore qualità della vita per i cittadini.


Un appello alla classe politica e ai consumatori
SIOD si unisce al coro della SIdP e della CAO per chiedere al Ministro della Salute, agli Assessori regionali e alle associazioni dei consumatori un impegno concreto per l’odontoiatria convenzionata. Continuare a ignorare il problema significa lasciare che le fasce più deboli della popolazione rinuncino alle cure o si affidino a soluzioni pericolose.
La salute non può essere un lusso: è ora di ripensare il sistema odontoiatrico italiano e di mettere al centro il benessere dei cittadini.
[1] https://www.corriere.it/salute/disabilita/24_dicembre_10/rischi-del-turismo-dentale-cure-odontoiatriche-nel-servizio-sanitario-per-chi-e-come-si-accede-cosa-sapere-05f5674a-13bc-4857-9965-d3ce6311dxlk.shtml?refresh_ce

Leave a comment